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Origini della violenza: capirle per difendersi

Mario Furlan, fondatore dell'autodifesa istintiva

Mario Furlan, fondatore dell’autodifesa istintiva

Origini della violenza: vanno capite per imparare a difendersi.
La violenza di solito non nasce sul piano fisico, ma ha origine sul piano psicologico: la violenza è prima di tutto violenza psicologica. E spesso la violenza fisica viene preceduta da quella psicologica. Prima ti insultano, ti offendono, ti umiliano, ti minacciano. Poi ti aggrediscono. Il bullismo ad esempio è una forma di violenza che cresce nel tempo. Un “branco”, in genere di ragazzi, cerca una vittima. Quando ritiene di aver trovato qualcuno di debole inizia a “sondare il terreno” con i primi attacchi. In base alla reazione della vittima, il branco reitera i momenti di violenza e, come sempre accade in questi fenomeni, amplifica sempre più l’intensità della violenza. E non di rado dal bullismo psicologico si cade nella violenza fisica.

L’escalation di violenza: un messaggio forte per stroncarla

Altro discorso vale per il mobbing. In questo caso è quasi impossibile, dato l’ambiente di lavoro, che si cada nella violenza fisica ma la conclusione del percorso di violenza psicologica è forse meno appariscente ma non per questo meno drammatica. Ma anche in questo caso avviene un’escalation. Prima iniziano scherzi o frecciatine apparentemente innocenti. Poi si passa a dispetti e altre forme di disprezzo più o meno manifeste. Infine si raggiunge l’ostruzionismo e la violenza sfocia in forme di astio e cattiveria che rendono difficile riuscire a lavorare bene. E il bullismo e il mobbing sono solo due esempi di come la violenza abbia una radice psicologica che solo in un secondo momento diventa fisica.

L’autodifesa istintiva, grazie all’accresciuta assertività che infonde in chi la pratica, aiuta sia ad evitare che la violenza psicologica prenda corpo, sia a stroncarla non appena manifesta i primi sintomi. Come? Attraverso la prima forma di autodifesa: l’autodifesa verbale. Che consiste nel mandare, attraverso le parole e la comunicazione nel suo insieme, un messaggio forte, chiaro e inequivocabile: Non ci provare! Hai sbagliato bersaglio, perché non sono disposta ad essere vittima!